Tecniche di Judo: le 10 mosse fondamentali spiegate con esempi pratici

Tecniche di Judo: le 10 mosse fondamentali spiegate con esempi pratici

Il Judo è una disciplina basata su precisione, controllo e tecnica. Ogni gesto, ogni presa, ogni proiezione nasce da uno studio attento del movimento e dell'equilibrio.
Per chi si avvicina a questo sport, è fondamentale conoscere le tecniche di base: non solo per eseguire correttamente le mosse, ma anche per allenarsi in sicurezza e con consapevolezza.

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In questo articolo esploreremo le 10 tecniche fondamentali del Judo, suddivise per categoria e spiegate in modo semplice, con esempi pratici. Un contenuto utile per principianti, genitori di giovani Judoka, o semplicemente per chi vuole avvicinarsi a questa nobile arte marziale.

Tecniche di Judo: cosa sono e come si classificano

Nel Judo, la tecnica non è solo un insieme di movimenti: è l’espressione di un principio. Il termine giapponese “waza” significa proprio “tecnica” e rappresenta il cuore dell’insegnamento. Ogni tecnica è pensata per applicare il minimo sforzo nel modo più efficace, sfruttando l’equilibrio, la leva e il tempismo.

Le tecniche si classificano in base all’obiettivo e alla modalità di esecuzione. Le tre macro-categorie fondamentali sono:

  • Nage Waza: tecniche di proiezione, per far cadere l’avversario

  • Katame Waza: tecniche di controllo a terra, come immobilizzazioni, leve e strangolamenti

  • Kaeshi Waza: contro-tecniche, utilizzate per ribaltare un attacco

Vediamo ora le 10 tecniche fondamentali da cui ogni Judoka dovrebbe partire, ciascuna spiegata nel dettaglio.

1. O-goshi – Proiezione d’anca (Koshi Waza)

O-goshi è una delle tecniche di proiezione più basilari del Judo. Consiste nel ruotare il corpo, posizionare l’anca sotto il baricentro dell’avversario e sollevarlo per proiettarlo in avanti. È tra le prime tecniche insegnate nei corsi base, perché permette di apprendere concetti fondamentali come lo squilibrio e il movimento circolare.

2. Ippon Seoi-nage – Proiezione sopra la spalla (Te Waza)

Tecnica dinamica e molto usata anche in gara, l’Ippon Seoi-nage prevede il caricamento dell’avversario sulle spalle e una proiezione frontale. Richiede coordinazione, forza controllata e gestione precisa del peso. È introdotta fin dai primi livelli, ma si affina nel tempo.

3. De-ashi-barai – Spazzata del piede avanzato (Ashi Waza)

De-ashi-barai è una spazzata eseguita sul piede in avanzamento dell’avversario, proprio mentre sta per appoggiarlo a terra. È una tecnica raffinata che sviluppa tempismo, sensibilità e lettura del movimento. Ottima per principianti, ma molto efficace anche in ambito agonistico.

4. Tai-otoshi – Caduta del corpo (Te Waza)

In Tai-otoshi, il Judoka utilizza il corpo per far cadere l’avversario lateralmente, bloccandogli la gamba con la propria. È una proiezione forte e diretta, molto spettacolare e frequente in gara. Va eseguita con controllo, e viene solitamente introdotta a praticanti di livello intermedio.

5. Koshi-guruma – Rotazione sull’anca con presa alla testa (Koshi Waza)

Simile a O-goshi, Koshi-guruma si differenzia per la presa attorno al collo. L’anca è il punto di rotazione e spinta, mentre la testa viene controllata per proiettare. Potente ed efficace, questa tecnica richiede attenzione e rispetto, soprattutto nei contesti educativi.

6. Kesa-gatame – Immobilizzazione laterale (Osaekomi Waza)

Kesa-gatame è una tecnica di immobilizzazione a terra in cui il Judoka blocca lateralmente l’avversario con il busto, mantenendo la pressione sulla spalla e sull’anca. È una delle prime tecniche di controllo insegnate nei corsi base, perché insegna stabilità e gestione del peso.

7. Yoko-shiho-gatame – Immobilizzazione laterale completa (Osaekomi Waza)

Yoko-shiho-gatame si esegue bloccando l’avversario da un lato, controllandone le spalle e il bacino. Richiede precisione nella posizione delle anche e delle braccia, ma offre un alto grado di controllo. Viene introdotta a livelli base e perfezionata nel tempo.

8. Kami-shiho-gatame – Immobilizzazione da sopra (Osaekomi Waza)

Tecnica di controllo eseguita dalla parte superiore del corpo dell’avversario. Il Judoka si posiziona sopra la testa dell’altro e controlla entrambe le spalle, mantenendo il busto basso. Kami-shiho-gatame è una tecnica avanzata di immobilizzazione che rafforza il lavoro di pressione e centralità.

9. Tani-otoshi – Caduta della valle (Kaeshi Waza)

Tani-otoshi è una contro-tecnica in cui il Judoka sfrutta l’attacco dell’avversario per proiettarlo all’indietro, arretrando e bloccandolo con la propria gamba. Insegna a usare l’energia altrui a proprio vantaggio e rappresenta un’importante fase di studio delle difese attive.

10. Ura-nage – Proiezione all’indietro (Kaeshi Waza)

Ura-nage è una tecnica avanzata e potente, dove il Judoka solleva l’avversario da dietro e lo proietta all’indietro sfruttando lo slancio. Va insegnata solo a praticanti esperti, poiché richiede forza controllata, perfetta gestione del baricentro e sicurezza nell’esecuzione.

Tabella riepilogativa – Le 10 tecniche fondamentali del Judo

Nome tecnico

Tipo di tecnica

Categoria Waza

Livello di difficoltà

Adatta a

O-goshi

Proiezione

Nage Waza (Koshi Waza)

Bassa

Principianti, bambini

Ippon Seoi-nage

Proiezione

Nage Waza (Te Waza)

Media

Principianti, adulti

De-ashi-barai

Proiezione

Nage Waza (Ashi Waza)

Media

Principianti, agonisti

Tai-otoshi

Proiezione

Nage Waza (Te Waza)

Alta

Avanzati, agonisti

Koshi-guruma

Proiezione

Nage Waza (Koshi Waza)

Media

Adulti, avanzati

Kesa-gatame

Immobilizzazione a terra

Katame Waza (Osaekomi)

Bassa

Principianti, bambini

Yoko-shiho-gatame

Immobilizzazione a terra

Katame Waza (Osaekomi)

Media

Adulti, agonisti

Kami-shiho-gatame

Immobilizzazione a terra

Katame Waza (Osaekomi)

Alta

Avanzati, agonisti

Tani-otoshi

Contro-tecnica

Kaeshi Waza

Alta

Adulti, agonisti

Ura-nage

Contro-tecnica

Kaeshi Waza

Alta

Avanzati, agonisti


Per chi sono adatte queste tecniche

Le tecniche fondamentali del Judo non sono riservate solo agli atleti esperti. Anzi, sono pensate per essere apprese in modo graduale da chiunque inizi a praticare questa disciplina, a prescindere da età o livello.

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Principianti: cosa imparare per primi

Per chi si avvicina al Judo per la prima volta, le tecniche più indicate sono le proiezioni di base e le immobilizzazioni semplici. Movimenti come O-goshi, Kesa-gatame o De-ashi-barai sono tra i primi insegnamenti nei Dojo, perché aiutano a sviluppare equilibrio, coordinazione e comprensione del corpo. In parallelo, si inizia a studiare le ukemi, ovvero le tecniche di caduta, fondamentali per allenarsi in sicurezza.

Bambini: quali tecniche si insegnano nei corsi base

Nei corsi per bambini, le tecniche vengono adattate all’età e alla capacità motoria. L’obiettivo non è la forza, ma la sensibilità al movimento, la disciplina e il rispetto per il compagno. Le tecniche più usate sono quelle a basso impatto e facilmente controllabili, come alcune proiezioni semplificate e immobilizzazioni statiche.

Adulti e agonisti: quando affinare le proiezioni

Gli adulti, soprattutto quelli che praticano con continuità o si preparano a competizioni, lavorano su tecniche più avanzate e su combinazioni complesse. In questa fase si affina l'efficacia, si studiano le contro-tecniche (Kaeshi Waza) e si lavora sulla fluidità del passaggio tra proiezione e lotta a terra. La corretta esecuzione diventa decisiva per ottenere l’ippon, ovvero il punto pieno in gara.

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Esercitarsi in Dojo: consigli pratici

Studiare le tecniche è solo il primo passo. Per diventare realmente efficaci, serve tempo, costanza e soprattutto pratica sul tatami, all’interno di un ambiente controllato come il Dojo. È qui che si costruiscono le basi del Judo: attraverso l’esercizio, il confronto e il rispetto reciproco.

L’importanza delle Ukemi (cadute)

Prima ancora di imparare a proiettare, ogni Judoka deve imparare a cadere. Le Ukemi sono le tecniche di caduta che permettono di allenarsi in sicurezza, assorbendo l’impatto senza farsi male. Esistono cadute in avanti, all’indietro e laterali, tutte studiate per preparare il corpo e la mente a ricevere una tecnica. Un buon Judoka non ha paura di cadere, perché sa come farlo.

Progressione e sicurezza in allenamento

Ogni tecnica deve essere appresa gradualmente, partendo dalla fase statica, passando per la forma dinamica e infine arrivando all'applicazione in combattimento. È importante rispettare i tempi dell'apprendimento e non forzare le evoluzioni. L’allenamento con un partner richiede attenzione, controllo e comunicazione costante. Questo approccio progressivo permette di migliorare senza rischi e di sviluppare un Judo tecnico, pulito e funzionale.

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Conclusione: la tecnica è la vera forza del Judoka

Nel Judo, la forza fisica conta meno della precisione. Una tecnica eseguita nel modo corretto, con controllo, equilibrio e consapevolezza, può avere un’efficacia sorprendente anche contro un avversario più forte. È per questo che l’allenamento tecnico è al centro di ogni percorso: si costruisce giorno dopo giorno, partendo dalle basi e imparando a sentire ogni movimento.

Le dieci tecniche che abbiamo visto in questa guida rappresentano un primo passo, ma anche un punto di riferimento per chi continua a crescere. Impararle, perfezionarle e adattarle al proprio stile è parte essenziale del percorso di ogni Judoka.

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